Bastano pochi giorni

Queste due settimane mi hanno lasciato un segno profondo, nella loro difficoltà mi hanno insegnato veramente tanto, però mi hanno anche regalato l'opportunità di capire sul serio, senza distrazioni cosa è la vita, senza se e senza ma, senza scuse.
Queste due settimane mi hanno donato qualcosa di speciale non voglio, non DEVO dimenticarlo assolutamente. Prima l'incidente, poi il ricovero, programmato, in cardiologia al CNR di Pisa per un piccolo intervento.
La mia esperienza al CNR è stata piena di emozioni, ho trovato una donna speciale e chi mi ha seguito in sala operatoria, bhè, esistono gli angeli? Se sì hanno il camice verde.
Ci penso e mi vengono le lacrime agli occhi perchè ero convinta non esistessero più persone così, no, per me erano estinte, ed invece mi trovo a legare con una signora siciliana che ne ha così tante sulle spalle e sulla pelle che mi vergogno a star male per le mie, una donna che anche oggi, quando ci siamo sentite al telefono, per prima cosa ha chiesto di me, come stessi io, nonostante lei abbia tutto il diritto per incazzarsi con il mondo intero. Donna umile, pacata, forte ma anche tanto stanca, rassegnata a questa vita che di certo non le ha donato tanta serenità. Una coppia, lei e suo marito, di una dignità indescrivibile.
Il mio ricovero mi ha fatto vedere che ci sono persone che fanno il loro lavoro con il cuore e tanta passione. L'equipe che mi ha operato mi ha insegnato che le cose non sempre vanno perfettamente come volevamo, ma possiamo essere felici lo stesso, che loro sono lì per aiutarmi e farmi star bene. Tutti della mia stessa età, se non più giovani, due cardiologi elettrofisiologi, un biologo ingegnere e due infermieri, tutti lì a tranquillizzarmi, tre ore sveglia sotto le loro mani ed io che stranamente mi sentivo serena e protetta. Una loro mano che ogni tanto si poggiava sulla mia testa come dire "ci siamo noi, stai tranquilla", le battute per smorzare la tensione (bhè, tre ore sveglia, con solo anestesia alle femorali per un esame elettrofisiologico per una tachicardica stimolata in continuazione non è una passeggiata) erano di grande aiuto.
Ed io, là, mi sono sentita protetta e non catapultata come un numero nel caos di un ospedale come mi è accaduto altre volte, al CNR di Pisa mi hanno fatto sentire una persona che vale, che esiste, che la sua vita, ben vissuta, è importante per tutti, come quella di un altro ricoverato.

Due settimane intense, di pianti, urla di sfogo, pochi sorrisi, all'inizio, voglia di combattere e di essere felice alla fine. 
Adesso il mio cellulare ha la suoneria molto bassa, a buon intenditor poche parole.

Ps. Poi stamattina arriva una telefonata e scopri che una persona cara a tuo padre se ne è andata e mi ritrovo a pensare che una parte della mia vita passata anche per me è finita con lui, quel capitolo lì adesso ha un punto.
Buon Viaggio zio Mauro!





Dipinto di Fabio Modica

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